La scoperta di Linus (che sarei io..)

Molte persone mi chiedono di come l’ho scoperto come fosse la cosa più importante..
Credo che per loro sia una sorta di rassicurazione sapere come si trova per vedere se anche loro possono avere qualche mio sintomo..
Quello che io penso è che il nostro corpo ci manda dei messaggi inequivocabili e se noi lo ascoltassimo più frequentemente staremmo meglio..
Ecco quello che mi è successo..
Ho avuto la gran fortuna di incontrare dottori seri sul mio cammino, ma ho anche avuto qualche piccolo intralcio da parte di altri medici..
La storia comincia con un adenoma pleomorfo. Che cos’è? E’ una piccola pallina sotto l’orecchio, è un tumore BENIGNO della parotide, è quella cosa che mi ha messo in contatto con un Magnifico Otorino.
I tumori benigni si distinguono da quelli maligni per la loro voglia di rimanere single, senza fare famiglia, loro non vogliono creare loro “sottoposti” che vadano in giro per l’organismo ospite, loro sono fermi lì e diventano grandi.
Il mio tumore benigno mi ha fatto fare pace con la parola tumore.
Una mattina mi sono guardata allo specchio e mi sono ritrovata a piangere per la paura che avevo di quella parola.
Mi sono rassicurata perchè oltre al nome tumore, il mio aveva un secondo nome (benigno) che lo faceva risultare più simpatico.
Quell’ adenoma a livello della ghiandola salivare mi ha permesso di conoscere questo Magnifico Dottore che era destinato a levarmelo di torno. Beh il giorno che l’ho incontrato per programmare l’intervento io avevo la lingua bloccata da due giorni. Uno di quei medici mediocri che purtroppo ho incontrato nella mia vita, riteneva quel blocco come sintomo di una mia paura dell’intervento e come una manifestazione del mio essere un fenomeno.
Sapevo di essere una persona unica (lo siamo tutti davvero!) ma non pensavo fino a quel punto!
Quel Magnifico Otorino mi ha confermato il mio essere speciale, ma mi ha anche fatto capire che quel non poter muovere la lingua sicuramente nascondeva qualcosa di più.
A quel punto ho cominciato con la trafila delle Tac, delle Risonanze e abbiamo scoperto che avevo due “lenticchie” a livello delle ossa del mio cranio, una di queste mi bloccava la lingua perchè ne comprimeva il nervo motore.
Scoperto che erano “sottoposti” siamo andati alla ricerca del “primario”.
Questa la mia storia, questo il modo in cui ho scoperto tutto.
Il mio corpo mi ha parlato, il mio corpo mi ha salvato. Perchè se non avessi avuto quella “lenticchia”, quella metastasi ossea, io non avrei mai scoperto il mio “primario” e non so se mi sarei salvata..
Se noi ascoltassimo di più i nostri corpi, ci salveremmo da una serie di patologie che ci rendono la vita meno facile.
La mente ci fa provare cose che potrebbero farci male, il nostro corpo non si butterebbe nel fuoco mai, non salterebbe appeso ad un filo elastico da un ponte, non assumerebbe sostanze per lui tossiche.. Per questo motivo io ho deciso di ascoltarlo più spesso e più volentieri.
Non c’è nessuno che mi ami di più se non me stessa.

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